
FRANCESCA ROMANA
COLUZZI
![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() |
|---|---|---|---|---|
![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() |
![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() |
![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() |
![]() | ![]() |
FRANCESCA ROMANA
COLUZZI
BIOGRAFIA
Nata in Albania, Francesca Romana era la figlia dell'epidemiologo umbro Alberto Coluzzi e di Anna Wimmer, un'insegnante tedesca di Passavia, e sorella di Mario Coluzzi. Durante l'occupazione italiana, il padre era impegnato nella ricerca e nella lotta contro la malaria presso l'Istituto di Malariologia Ettore Marchiafava. Dopo l'Armistizio di Cassibile, il 14 ottobre 1943, la famiglia tornò a Perugia e, a fine 1945, si trasferì nella "Casa delle Palme", una grande residenza di campagna a Monticelli, acquistata dal padre per ospitare la famiglia e il "Laboratorio sperimentale di indagini malariologiche".
CARRIERA
Francesca mostrò un precoce interesse per le arti, spaziando dalla musica alla poesia e alla pittura. Dotata di un fisico slanciato e atletico, durante gli studi universitari si avvicinò al mondo del cinema grazie al cugino stuntman Biagio Gambini, lavorando occasionalmente come stuntwoman e sostituendo attrici in scene pericolose, come Mylène Demongeot nel film "Fantomas 70" e Marisa Mell in "Diabolik". Fu anche la controfigura di Gastone Moschin per alcune riprese subacquee de "Il grande colpo dei sette uomini d'oro".
La sua carriera cinematografica prese avvio nel 1965 con la collaborazione a Lucio Fulci, che all'epoca lavorava con la famosa coppia comica Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Il suo film di debutto fu "002 Operazione Luna", dove recitò insieme a Linda Sini e Lino Banfi. In seguito, partecipò ad altre pellicole con i due comici, tra cui "I due parà" (1965), "Il sergente Rompiglioni" (1973, solo con Franchi) e "Il Cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza" (1975, solo con Ingrassia). Nonostante fosse stata contattata da Federico Fellini per un ruolo significativo in "8½", decise di rinunciare per continuare gli studi. Nel 1967, accettò di interpretare Asmara in "Serafino" di Pietro Germi, al fianco di Adriano Celentano, un ruolo che le assicurò una grande popolarità.
La collaborazione con Germi segnò un cambiamento nella sua vita, nonostante il successo, inizialmente si dedicò alla scenografia, progettando e realizzando gli interni de "Gli intoccabili" di Giuliano Montaldo, "La monaca di Monza" di Eriprando Visconti, "Il profeta" di Dino Risi e "Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?" di Ettore Scola, in cui comparve anche in un piccolo ruolo.
Nel 1970, Alberto Lattuada la scelse per interpretare il personaggio di Tarsilla Tettamanzi, nel film "Venga a prendere il caffè da noi", con Ugo Tognazzi, Milena Vukotic e Angela Goodwin, per il quale ricevette il Globo d'oro come miglior attrice rivelazione e il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista. Grazie a questo riconoscimento, iniziò a lavorare con illustri registi del panorama cinematografico internazionale, come Vittorio De Sica in "Io non vedo, tu non parli, lui non sente" (1971) e "Siamo tutti in libertà provvisoria" (1971), dove collaborò anche con Claudio Gora e Philippe Noiret. Successivamente lavorò con Vittorio Caprioli in "Anche se volessi lavorare, che faccio?" (1972) e con Michel Piccoli in "Il mangiaguardie" (1973).
Negli anni Settanta, la Coluzzi divenne una caratterista di successo nel genere della commedia sexy, spesso affiancata da Lino Banfi, realizzando divertenti sketch comici. In quel periodo, si dedicò anche alla pittura, creando ritratti di donne seducenti in film diretti da Mariano Laurenti e Michele Massimo Tarantini, tra cui "L'insegnante" (1975). Nel 1984, recitò accanto a celebri premi Oscar come Ernest Borgnine e Laurence Olivier nella miniserie "The Last Days of Pompeii". L'anno dopo, interpretò il ruolo della madre di Red Sonja (Brigitte Nielsen) nel film fantasy "Yado" di Richard Fleischer, dove condivise il set con Arnold Schwarzenegger e Janet Agren. Dopo un lungo periodo di assenza dalle scene, nel 1999 fece il suo ritorno al cinema diretto da Pupi Avati con "La via degli angeli". Successivamente, tornò a farsi notare anche nella serie TV di genere peplum "Roma" (2005) e nella miniserie gialla "Provaci ancora prof!" (2005).














































